Leva militare

N.B. Essendo privi di indici, è possibile effettuare ricerche nei registri di Leva solo conoscendo il luogo di residenza al momento della chiamata e l’anno di nascita dell’iscritto. Fa eccezione la Leva del circondario di Guastalla (classi 1840-1880), nella quale è possibile cercare conoscendo anche solo la data di nascita dell’iscritto (il materiale di Guastalla si trova nella sede centrale dell'Istituto e quindi non occorre prenotazione).

La documentazione riguardante la Leva è conservata anche presso i comuni della provincia, i cui indirizzi informatici si trovano sul sito http://www.comuni-italiani.it/035/indirizzi.html.


Restaurazione

        Il servizio militare obbligatorio maschile fu introdotto da Napoleone I nel 1802 nei territori della Repubblica italiana, dei quali Reggio faceva parte. Dopo la sconfitta dell’imperatore e il ritorno degli Estensi l’obbligatorietà della coscrizione decadde, per essere poi reintrodotta, a completare il reclutamento volontario, con l’ editto di Francesco V del 5 aprile 1849, cui seguirono il 19 giugno le relative istruzioni del ministro dell’Interno. Intanto, già dal 1848 il territorio era stato diviso nelle due provincie di Reggio e Guastalla, suddivise in comunità (comuni) comprendenti varie sezioni (frazioni).

        I comuni erano tenuti a fornire ogni anno un contingente di reclute proporzionale alla popolazione, contingente che doveva essere formato da volontari e, nel caso non fossero sufficienti, da coscritti. Per essere chiamati, ossia requisiti, occorrevano alcune caratteristiche tra cui l’età compresa tra i 20 e i 26 anni, anticipati a 19 dalla leva del 1855; i coscritti si dividevano pertanto in otto classi di età (sovrano chirografo dell'11 set. 1854, n. 3799).

        Presso ogni comune doveva formarsi una Commissione comunale di leva presieduta dal podestà o sindaco, che aveva il compito di formare per ogni classe di età liste di nomi tratti dai registri di Stato civile; all’interno di ciascuna lista delle varie classi venivano requisiti i coscritti secondo un ordine determinato da estrazione a sorte. In ogni provincia esisteva il Consiglio provinciale di coscrizione, presieduto dal delegato provinciale (attuale prefetto), che aveva il compito di esaminare il caso di ciascun coscritto per accertarne l’idoneità al servizio militare sia dal punto di vista fisico che da quello della sua situazione personale, poiché molti erano i motivi di esenzione.

        Gli elenchi definitivi venivano mandati al Consiglio centrale di coscrizione presso il ministero dell’Interno a Modena, che li controllava un’ultima volta e notificava il giorno determinato dal ministro per l’estrazione a sorte degli individui che dovevano comporre il contingente. Si faceva anche una seconda requisizione per costituire la riserva, chiamata al servizio solo in caso di bisogno.

UFFICIO PROVINCIALE DI COSCRIZIONE DI REGGIO 1849-1856
Facevano parte della provincia estense di Reggio i seguenti comuni, con le rispettive sezioni:
- Reggio Emilia con Bagnolo, Cadelbosco Sopra, Vezzano
- Busana
- Carpineti con Baiso, Viano
- Castellarano
- Castelnuovo di Sotto con Campegine
- Castelnuovo ne’ Monti con Collagna, Vetto
- Ciano
- Correggio con Rio Saliceto
- Gattatico
- Montecchio con Cavriago, Sant'Ilario, Bibbiano
- Poviglio
- San Polo con Quattro Castella, Casina
- Scandiano con Albinea, Casalgrande
- Villa Minozzo con Ligonchio, Toano
La provincia estense di Guastalla era composta dai comuni e sezioni di:
- Guastalla
- Reggiolo
- Luzzara
- Novellara con Campagnola, Fabbrico
- Brescello con Boretto
- Gualtieri
Facevano all’epoca parte della provincia estense di Modena:
- San Martino in Rio
- Rubiera
- Rolo

Registri dell’Ufficio provinciale di coscrizione di Reggioclassi 1829-1836
Si tratta delle liste di coscrizione delle comunità facenti parte della provincia estense di Reggio. Le indicazioni cronologiche scritte sulle buste si riferiscono agli anni di chiamata al servizio militare dei giovani nati vent’anni prima. Ad esse si aggiungono 2 bb. di atti riguardanti la Guardia nazionale mobile della provincia (1862-1866) per le quali si rimanda al capitolo sul Regno d'Italia.
Non si trova il materiale della provincia di Guastalla.
(Materiale conservato nella sede distaccata, che va prenotato secondo le norme al punto 5. del Regolamento di Sala studio)

REGNO D’ITALIA

        Con D. D. del 27 dicembre 1859, n. 79, Luigi Carlo Farini, dittatore per le province modenesi, aveva diviso la provincia di Reggio Emilia in due circondari: Reggio Emilia e Guastalla, suddivisi in mandamenti, a loro volta divisi in comuni. Il circondario di Guastalla fu abolito con D.L. del 21 ottobre 1926, n. 1890 (n. di pubblicazione 2195).

        La prima legge italiana sulla coscrizione obbligatoria è del 1862 (L. 13 lug. 1862, n. 696) e si richiama alle norme già adottate dal Regno di Sardegna nel 1854 (L. 20 mar. 1854, n. 1676).

         Rimase tuttavia una milizia formata da volontari, la Guardia nazionale, istituita nel 1848 nel Regno di Sardegna poi estesa nel 1861 all'intero Regno d'Italia. Al suo interno esistevano corpi distaccati denominati Guardia nazionale mobile, destinati a supportare l'esercito in operazioni di guerra e di sicurezza pubblica ovunque fosse necessario. La Guardia era divisa in battaglioni e spettava ai prefetti formare i ruoli permanenti dei battaglioni delle province e determinarne il contingente per comune, mentre erano le autorità militari a decidere dove far riunire i battaglioni in caso di chiamata. Nel 1862 l'Ispettorato generale della Guardia nazionale del Regno fu aggregata al ministero dell'Interno. La Guardia nazionale venne sciolta nel 1876 con l'istituzione della Milizia territoriale e della Milizia comunale.

Le operazioni relative alla leva militare venivano svolte dai comuni di concerto con la Prefettura di Reggio Emilia e la Sottoprefettura di Guastalla.

        Gli Uffici di leva comunali, basandosi sui dati dello Stato civile, compilavano le Liste di leva, elenchi dei giovani che avevano raggiunto in un determinato anno l’età utile, solitamente 20 anni, per il servizio militare. Gli iscritti che, per qualsiasi motivo legittimo, non avevano potuto in-traprendere il servizio militare prima della chiusura della leva della propria classe di età, venivano rimandati in capo alla lista (capilista) delle leve seguenti fino a quando non fosse cessato il motivo che aveva dato luogo al rimando. Delle Liste di leva, redatte in doppio originale, una copia era conservata presso il Comune, l’altra era inviata al Consiglio di leva, organo periferico del Ministero della guerra che aveva sede presso la Prefettura e presso la Sottoprefettura.

        Il Consiglio di Leva era presieduto dal prefetto (o sottoprefetto) in rappresentanza del ministro della Guerra, e composto da uno o più consiglieri provinciali, da uno o più rappresentanti militari, da un rappresentante dell’Arma dei Carabinieri, da un commissario di Leva di nomina prefettizia. Questi era a capo dell’Ufficio di leva del circondario, ubicato presso la Prefettura e la Sottoprefettura, ed era soggetto al controllo del prefetto, ma dipendente dal Ministero della guerra. L’Ufficio si occupava della parte organizzativa e amministrativa delle operazioni di Leva. Spettava invece al Consiglio, cui poteva unirsi un medico militare, disporre le operazioni di estrazione per mandamento (un numero estratto che individuava l’iscritto al fine di stabilire la sua posizione al momento dell’effettivo arruolamento) e di esame dell’idoneità psico-fisica dei giovani iscritti secondo l’anno di nascita (la classe).
I dati inerenti queste operazioni venivano trascritti su registri, detti «Liste di estrazione». Non tutti gli iscritti nelle Liste di leva e di Estrazione venivano avviati al servizio militare: si poteva essere esentati, generalmente per motivi di famiglia, oppure risultare inidonei temporaneamente, e quindi rinviati ad altra leva (rivedibili), o definitivamente (riformati). Chi non si presentava alla Leva era dichiarato renitente.

        Gli abili erano divisi in due categorie. Nella prima venivano iscritti, secondo il numero di estrazione, tutti coloro che erano destinati a coprire il numero di arruolati che per legge il mandamento doveva fornire; nella seconda categoria finivano i rimanenti. Una terza categoria compren-deva gli esentati dal servizio militare. Durante la prima guerra mondiale vennero arruolati anche iscritti che normalmente sarebbero stati esentati. In seguito, con D. L. 20 aprile 1920, si stabilì che tutti gli idonei al servizio militare di terra venissero arruolati in una sola categoria.

        Col Testo unico delle leggi sul reclutamento del regio esercito stilato alla vigilia della prima guerra mondiale (R. D. 24 dicembre 1911, n. 1497) si stabilì che il numero di estrazione venisse annotato sulla Lista di leva a fianco del nome e decadde, di conseguenza, l’uso di compilare le liste di Estrazione. Nel 1927 (R. D. 5 agosto 1927, n. 1437, n. di pubblicazione 1693), non si fa più cenno nemmeno all’uso dell’estrazione, ma gli abili venivano direttamente arruolati dopo la lettura, da parte del presidente del Consiglio di leva, delle liste definitive.

        Oltre alle Liste venivano redatti i Registri sommari delle decisioni del Consiglio, sui quali veniva scritto l’esito delle operazioni sopra descritte e di cui una copia veniva mandata al Ministero della guerra. Anch’essi, come le liste di Estrazione, non vennero più compilati dal 1912 in poi.

        Importanti modifiche al sistema della Leva vennero apportate durante il fascismo. Col R. D. 27 maggio 1923, n. 1309, le cui norme entrarono in vigore all’apertura della leva della classe 1904, venne a cessare ogni rapporto con la Prefettura. Alla presidenza del Consiglio di leva il prefetto venne sostituito dal presidente del Tribunale. Si stabilì che gli Uffici di leva, uno per capoluogo di provincia, avessero competenza per l’intera provincia e fossero retti da commissari di Leva, personale civile dipendente dal Ministero della guerra, senza più alcun rapporto col prefetto. Il commissario fungeva anche da segretario del Consiglio di leva. Gli vennero trasferite tutte le attribuzioni di carattere puramente amministrativo fino al quel momento di competenza del prefetto e sottoprefetto che non implicassero decisioni collegiali del Consiglio o delle Commissioni di leva. Si stabilì inoltre che potessero essere istituite dal Consiglio di leva delle Commissioni mobili di arruolamento, che avevano l’incarico di recarsi in ogni capoluogo di mandamento per effettuare la visita medica degli iscritti. In seguito, col R. D. 2 gennaio 1927, n. 1 (n. di pubblicazione 50) tutte le sottoprefetture furono abolite (la documentazione prodotta da quella di Guastalla cessa già dal 1922), e il territorio nazionale venne riorganizzato in circoscrizioni provinciali, facendo decadere di fatto la divisione in circondari.

        Con R. D. del 13 novembre 1870, n. 6026, venne istituito il Distretto militare come organo di reclutamento al posto dei precedenti Comandi militari di provincia e di piazza. La provincia di Reggio Emilia faceva parte, all’epoca, del Distretto militare di Parma insieme a Modena. Nel 1873 (L. 30 settembre 1873, n. 1592) tutte le province emiliane furono assegnate al distretto di Bologna. Con L. del 22 marzo 1877, n. 3750, fu stabilita l'istituzione di un distretto per provincia. Sulla base della documentazione che gli Uffici di leva comunali inviavano, i Distretti militari, dopo aver attribuito a ciascun militare un numero di matricola, provvedevano a compilare i Ruoli matricolari, veri e propri compendi della vita militare degli arruolati divisi per categoria. Le stesse informazioni, sintetizzate, erano riportate sui Fogli matricolari. I Ruoli, a loro volta, sintetizzavano le informazioni contenute nei fascicoli matricolari, prodotti e conservati dai Distretti.

        Anche i comuni tenevano Ruoli matricolari, cioè elenchi dei giovani che, per ogni classe di età, erano stati dichiarati idonei al servizio militare. Essi venivano aggiornati con le notizie inviate dai Distretti e dai Corpi militari di appartenenza dei soldati. Erano distinti per classi e servivano a tenere conto, in parallelo col Distretto, dei soggetti idonei al servizio militare dalla data di arruolamento fino al proscioglimento della classe di appartenenza, sulla base del criterio della residenza, con la finalità di consentire eventuali chiamate di controllo o per una eventuale mobilitazione generale. L'Archivio di Stato conserva solamente i Ruoli matricolari prodotti dal comune di Reggio Emilia relativi alle classi 1840-1880. Quelli prodotti dal Distretto sono conservati all’Archivio di Stato di Modena.

1. Le Liste di leva erano così strutturate: numero d’ordine progressivo dell’iscritto per ciascun comune, cognome e nome, paternità e maternità, data e luogo di nascita, residenza, condizione professionale dell’iscritto e del padre, indicazioni relative alla iscrizione, numero di estrazione, contrassegni particolari, decisioni del Consiglio di leva e situazione dell’iscritto. Chiude la Lista l’elenco dei capilista. Dalle Liste di leva si ricavano i dati anagrafici ma non sempre i dati relativi all’ arruolamento perché spesso le caselle destinate alle decisioni del Consiglio sono lasciate in bianco.
Gli iscritti sono registrati in ordine alfabetico e divisi per comuni.

2. Le Liste di estrazione erano così composte: numero di estrazione dell’iscritto, cognome e nome, paternità e maternità, data e luogo di nascita, residenza, condizione professionale dell’iscritto, indicazioni relative alla iscrizione, contrassegni personali, decisioni del Consiglio di leva (abilità o meno, rinvio, renitenza ecc. e data dell’arruolamento con assegnazione della categoria relativa), situazione dell’iscritto (data di partenza per il distretto, corpo di destinazione, numero di matricola ecc.). Le Liste di estrazione furono compilate fino al 1911 (classe 1891).
Dalle liste di estrazione si ricavano i dati anagrafici e la storia militare degli iscritti.
Gli iscritti sono registrati in ordine di numero di estrazione e divisi per mandamento.

3. I Registri sommari delle decisioni del Consiglio contenevano il numero della decisione, mandamento e comune dell’iscritto, cognome e nome, numero di estrazione, decisione del Consiglio. I registri del Consiglio furono redatti fino al 1911 (classe 1891).
Gli iscritti sono registrati in ordine di numero di decisione e divisi per mandamento.

4. I Ruoli matricolari prodotti dal Comune erano divisi per categoria e così strutturati: in ordine alfabetico secondo un numero d’ordine per classe, i nomi degli arruolati (coloro che venivano effettivamente avviati al servizio militare) con filiazione e data di nascita, la data e la qualità dell’arruolamento, la data della chiamata sotto le armi, tenendo presente che si poteva ritardare, all’atto dell’arruolamento, la prestazione del servizio militare fino al 26° anno di età, mentre i volontari erano iscritti nel ruolo della classe di leva con cui si arruolavano, con debito richiamo sul ruolo della loro classe di Leva; l'eventuale condizione di indugiatore o disertore, il corpo di asse-gnazione e di congedo, i cambi di ferma (temporanea o permanente), i gradi raggiunti nella carriera militare, la data del congedo, eventuali passaggi alla milizia mobile o territoriale, eventuale cancellazione dalla Leva.
Gli arruolati sono registrati in ordine alfabetico e divisi per comuni.


COMUNE DI REGGIO EMILIA, Ufficio di leva1860-1900
Liste di levaclassi 1840-1880
Ruoli matricolari comunaliclassi 1851-1880
(Materiale conservato nella sede distaccata, che va prenotato secondo le norme al punto 5. del Regolamento di Sala studio)


DISTRETTO MILITARE della PROVINCIA DI REGGIO EMILIA1874-1943
Ruoli matricolariclassi 1874-1943
(Mancano i Ruoli del 1876)
N.B. Sono conservati nell’Archivio di Stato di Modena (as-mo@beniculturali.it) e vengono ancora implementati con successivi versamenti.

PREFETTURA DI REGGIO EMILIA, Guardia nazionale mobile 
1862-1866
Guardia nazionale mobile della provincia di Reggio Emilia. 1 b. classe 1842
Guardia nazionale mobile della provincia di Reggio Emilia. 1 b.classi 1843-1846

PREFETTURA DI REGGIO EMILIA, Ufficio di Leva1860-1900
Registri dei comuni del circondario di Reggio Emilia:
- mandamento I di Carpineti (Carpineti; Casina)
- mandamento II di Castellarano (Baiso; Castellarano)
- mandamento III di Castelnovo ne' Monti (Castelnovo ne' Monti; Vetto)
- mandamento IV di Castelnuovo di Sotto (Cadelbosco; Campegine; Castelnuovo di Sotto; Gattatico)
- mandamento V di Correggio (Bagnolo in Piano; Correggio; San Martino in Rio)
- mandamento VI di Collagna (Busana; Collagna; Ligonchio; Pieve San Vincenzo poi Ramiseto)
- mandamento VII di Montecchio (Bibbiano; Cavriago; Montecchio; Sant'Ilario d'Enza)
- mandamento VIII di Reggio Città
- mandamento IX di Reggio Campagna
- mandamento X di Rubiera (Casalgrande; Rubiera)
- mandamento XI di San Polo d'Enza in Caviano (Ciano; Quattro Castella; San Polo d'Enza in Caviano; Vezzano sul Crostolo)
- mandamento XII di Scandiano (Albinea; Scandiano; Viano)
- mandamento XIII di Villa Minozzo (Gazzano; Toano in Cavola; Villa Minozzo)
Liste di levaclassi 1840-1880
Liste di estrazioneclassi 1840-1880
Sommari delle decisioni del Consiglioclassi 1840-1880
(Materiale conservato nella sede distaccata, che va prenotato secondo le norme al punto 5. del Regolamento di Sala studio)

SOTTOPREFETTURA DI GUASTALLA, Ufficio di leva1860-1900
Registri dei comuni del circondario di Guastalla:
- mandamento di Guastalla (Guastalla, Gualtieri)
- mandamento di Brescello ( Brescello, Boretto)
- mandamento di Luzzara (Luzzara)
- mandamento di Novellara (Novellara, Campagnola, Rio Saliceto, Fabbrico)
- mandamento di Poviglio (Poviglio)
- mandamento di Reggiolo (Reggiolo, Rolo)
Liste di levaclassi 1840-1880
Liste di estrazioneclassi 1840-1880
  (Manca il reg. della classe 1871)
Sommari delle decisioni del Consiglioclassi 1840-1880
  (Manca il reg. delle classi 1840-1843 e 1868)
N.B. I registri di Leva dal 1901 (classe 1881) in poi sono conservati unitamente a quelli del circondario di Reggio Emilia.

PREFETTURA DI REGGIO EMILIA, Ufficio di leva1901-1923
Registri dei comuni dei circondari di Reggio Emilia e di Guastalla
Liste di levaclassi 1881-1903
Liste di estrazioneclassi 1881-1903
Sommari delle decisioni del Consiglioclassi 1881-1903
(Materiale conservato nella sede distaccata, che va prenotato secondo le norme al punto 5. del Regolamento di Sala studio)

MINISTERO DELLA GUERRA, Ufficio di leva per la provincia di Reggio Emilia1924-1936
Registri della provincia di Reggio Emilia formata dai comuni dei due circondari uniti, ad eccezione di Gazzano che decadde al ruolo di frazione.
Liste di levaclassi 1904-1916

REGISTRI DEI RIFORMATI1894-1937
Questi registri sono raccolti in buste, come segue:
- Circondario di Reggio Emilia, Nuova visita riformati, elenchi B-C. 1 b.classi 1874-1899
- Circondario di Reggio Emilia, Nuova visita riformati già rivisitati, elenco C. 1 b.classi 1874-1898
- Circondario di Reggio Emilia, Nuova visita riformati. 1 b.classi 1876-1887
- Circondario di Reggio Emilia, Riformati. 1 b.classi 1876-1895
- Circondario di Reggio Emilia, Nuova visita riformati. 1 b.classi 1876-1883; 1882-1895
- Circondario di Reggio Emilia, Nuova visita riformati. 1 b.classi 1880-1894
- Circondario di Reggio Emilia, Nuova visita riformati. 1 b.classi 1882-1895
- Circondario di Reggio Emilia, Riformati. 1 b.classi 1886-1894
- Circondario di Reggio Emilia, Nuova visita riformati. 1 b.classi 1886-1894
- Circondario di Reggio Emilia, Nuova visita riformati, 1 b.classi 1892-1894
- Comuni vari, Riformati, elenchi B-C. 3 bb.classi 1874-1899
- Comuni vari, Riformati per statura. 1 b.classi 1876-1917
- Circondario di Guastalla, Rivisitati. 1 b.classi 1874-1899
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